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Consigli







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"Ali sulle Marche"

 Giornata di approfondimento scientifico sulle rotte migratorie
Sabato 13 Maggio 2006
Villa "Carlo Boccolini" - Via Monte Conero, 8 - Sirolo (AN)

Ore 15.00 - 19.30

Inizio del Convegno
Saluto delle Autorità


Consegna Attestato d'Onore al Sig. Marco Borioni
- Moderatore: CLAUDIO CELADA (Direttore Dipartimento Conservazione LIPU)


La rotta migratoria del Conero
Presentazione dello studio comparato effettuato da LIPU sulle rilevazioni del passaggio dei migratori effettuate nel Parco regionale del Conero dal 1999 al 2005
- MARCO GUSTIN (Responsabile Specie e Ricerca LIPU)


La migrazione primaverile sul promontorio del Monte San Bartolo
Risultati dell'attività del Centro di Inanellamento di Monte Brisighella
- PAOLO GIACCHINI (Hystrix srl Fano)


Il sistema della migrazione intercontinentale Africa-Europa nell'ambito degli uccelli migratori transhariani
- FERNANDO SPINA (Istituto Nazionale Fauna Selvatica)


La migrazione primaverile ed autunnale del Biancone nel Parco Naturale Regionale del Beigua
- LUCA BAGHINO (LIPU Liguria)
Ore 18.00: Interventi


Domenica 14 Maggio 2006
Ore 9.00 - 13.00
Escursione gratuita sul Conero e guida alle osservazioni migratorie aperta a tutti i cittadini che vorranno intervenire, con la presenza di alcuni esperti dell'affascinante mondo del birdwatching.
Prenotazioni presso Centro Visite Parco del Conero - Tel. 071/9331879

Informazioni: www.parcodelconero.eu - E-mail: parco.conero@regione.marche.it
 
 
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Il Rosso Conero conquista la Docg 
 Ancona, 16 Aprile 2004
Il vino Rosso Conero ha conquistato un ulteriore tassello di qualità entrando di diritto nel gotha dei vini italiani. E' infatti stata conferita alle preziose uve della zona del Conero, nel corso di una cerimonia tenutasi ad Ancona presso la Loggia dei Mercanti, la Docg (Denominazione di origine controllata garantita). Una certificazione di qualità superiore, di eccellenza, che nella regione Marche un solo altro vitigno può vantare (la Vernaccia di Serra Patrona) e che accomuna appena 30 altre varietà di uve in tutta Italia. Un riconoscimento prestigioso, insomma, che premia lo sforzo qualitativo dei produttori del Rosso Conero in una zona che comprende, tra gli altri, tutti e quattro i comuni che compongono il Consorzio Parco naturale (Ancona, Camerano, Numana e Sirolo).
La pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del disciplinare Docg avverrà entro l'estate 2004, mentre la scritta di “Denominazione di origine controllata garantita” potrà essere inserita nell'etichetta solo dopo due anni dalla pubblicazione.
La Docg per il vino del Conero, il quale da tempo vanta già una Strada omonima che collega tutte le cantine produttrici qualificandole dal punto di vista eno-gastronomico, va ad aggiungersi ai numerosi attestati di qualità delle colture dell'area.
 
 
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Il Parco patrocina un Master sul sistema litorale dell'Università di Urbino

 Giugno 2004 - Maggio 2005
La Giunta esecutiva guidata dal Presidente Giancarlo Sagramola ha deciso di accordare al Corso di Master Universitario di 1° livello in “Valorizzazione e gestione del sistema litorale” il proprio patrocinio gratuito. Il corso, che si terrà nel corso dell'anno accademico 2003-2004 a partire da giugno 2004 presso l'Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino, avrà durata di 10-11 mesi e prevede 356 ore di didattica teorica e pratica e 450 ore di stage presso ditte del settore. Il fine del master è quello di preparare una figura professionale che, partendo da un ampio spettro di conoscenze di base, sia in grado di affrontare le problematiche del corretto sfruttamento e della valorizzazione delle risorse litorali, nell'ottica diu una gestione integrata e sostenibile, anche in relazione ai cambiamenti ambientali previsti su scala planetaria. Il corso in “Valorizzazione e gestione del sistema litorale” è aperto alle iscrizioni (che dovranno pervenire all'Ateneo urbinate entro il 30 aprile indirizzate al Prof. Paolo Colantoni) di possessori di laurea o diploma universitario in: Scienze MM.FF.NN., Scienze ambientali, Agraria, Architettura. Verranno accettate 15 domande, con precedenza ai neolaureati e sarà a costo zero, grazie al finanziamento del progetto F.S.E. tramite la Regione Marche.

 Testo integrale del Bando (PDF - 28 Kb)
 
 
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Percorso in bicicletta
 Il percorso può essere suddiviso in 3 anelli inseriti in un itinerario principale che collega la foce del fiume Musone (Numana) a borgo S. Lorenzo nel Comune di Sirolo. Il primo anello di circa 7,4 Km parte dalla foce del Musone costeggia il fiume e sale sul dorso della prima fascia collinare scoprendo tutta la pianura alluvionale sino a Loreto.
Il secondo anello di circa 3,5 Km parte dall'area di sosta lungo la provinciale (SS Svarchi) percorre tutto il perimetro della graziosa valle denominata Valcastagno.
Il terzo anello parte dalla chiesetta del Coppo e si arrampica sul colle di Montefreddo costeggiando i vigneti di Rosso Conero e le varie zone residenziali di Numana.
In fine dall'area di sosta del Coppo possiamo dare il via alla scalata di Monte Colombo per raggiungere dopo circa 5 Km il caratteristico Borgo di S. Lorenzo.

Consigli: Il percorso si snoda lungo le strade asfaltate e non della campagna interna del parco del Conero e pertanto si consiglia di rivolgere una particolare attenzione alla circolazione motorizzata.
 
 
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Il progetto "Alberghi ecologici"
 L'ambiente è un bene essenziale e gli alberghi aderenti, in collaborazione con Legambiente e il Parco del Conero, si impegnano a proteggerlo e valorizzarlo , adottando comportamenti eco sostenibili. La riduzione dei rifiuti, il risparmio idrico ed energetico, il contenimento del rumore e della congestione da traffico, la promozione di un'alimentazione sana con l'utilizzo dei prodotti agricoli del parco ed anche biologici, la valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, fanno del soggiorno nella riviera del Conero una piacevole vacanza anche a difesa dell'ambiente.

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Progetto Life-natura '98
Il Progetto Life-natura '98 ha interessato le superfici boscate del Parco e per i quali si è usufruito del contributo comunitario del 38% sul totale dei lavori.
Gli interventi realizzati :
Il bosco di sclerofille
La foresta di sclerofille mediterranee, con prevalenza di leccio, che ammanta la maggioranza dei versanti del Monte Conero è, in buona parte, mista ad esemplari di pino d'Aleppo (Pinus halepensis) introdotti dalla Forestale nel decennio 1930-1940.
L'azione preparatoria delle conifere si è conclusa con la formazione di uno strato di terreno vegetale idoneo allo sviluppo della vegetazione spontanea ed autoctona che rappresenta uno stadio più evoluto della copertura arborea dell'area e senz'altro maggiormente in equilibrio con i fattori climatici, edafici ed ambientali della zona. La presenza del pino rappresenta ora un impedimento allo sviluppo della vegetazione spontanea, oltre a costituire un potenziale rischio per gli incendi e per la proliferazione di fitopatie, particolarmente virulente in presenza di soprassuoli deboli come quelli del Monte Conero.
L'obbiettivo specifico è quello della conservazione della foresta a leccio ed è perseguito attraverso il taglio, l'abbattimento e l'esbosco di parte della componente resinosa artificiale che ostacola attualmente la successione autogena delle specie spontanee. L'asportazione sarà graduale nel tempo per consentire alle piante sottostanti di chiudere la volta arborea e consentire la copertura del suolo al fine di evitarne l'erosione e/o il danneggiamento da parte degli agenti meteoclimatici. Il taglio e lo sfolto saranno attuati in ragione di circa 300 piante adulte per ettaro. L'intervento progettato è stato eseguito senza creazione di strade, piste forestali o movimenti di terra alcuno, ma solamente utilizzando la rete viaria esistente, i vecchi gradoni (dove esistono), con esbosco manuale e parziale cippatura della ramaglia in situ, al fine di ridurre la massa vegetale.

Il bosco igrofilo
Nell'area interna del Parco, compresa nel S.I.C. oggetto dell'intervento proposto, prevale un paesaggio nel quale sono presenti boschi ripariali disposti lungo le aste fluviali o torrentizie dei corsi d'acqua con andamento nastriforme. Questi ambienti si caricano di valenze naturalistiche in quanto rappresentano il punto di riferimento e di rifugio per numerose specie animali e vegetali, divenendo così luoghi ad elevata diversità biologica e veri e propri corridoi biologici.
La stessa composizione floristica dei boschi di ripa contiene specie di sicuro interesse come il pioppo nero ed il carpino nero, che soffrono l'invadenza di specie introdotte (Robinia pseudoacacia e Ailanthus altissima) che tendono a sostituirsi alla vegetazione spontanea originaria grazie alla loro plasticità ecologica ed straordinaria capacità di riproduzione agamica.
I boschi di ripa in quanto posti lungo i corsi d'acqua sono soggetti ad essere pesantemente danneggiati da opere irrazionali di gestione idraulica degli alvei, che spesso ne determinano la scomparsa per lunghi tratti o il danneggiamento delle caratteristiche originarie. Per questi motivi è importante la prevenzione di quelle che possono essere le cause di sofferenza per il regolare deflusso delle acque, al fine di impedire il verificarsi di eventi disastrosi che innescherebbero inevitabilmente azioni poco ponderate di massiva distruzione degli ecosistemi ripariali.
L'obiettivo è perseguito con le seguenti azioni:
A) eliminazione in modo non regolare, considerata la irregolare distribuzione delle piante da eliminare, delle specie invasive di provenienza esterna (specie alloctone). L'azione si attua mediante il taglio di tutti gli esemplari di Robinia pseudoacacia e Ailanthus altissima presenti lungo le fasce ripariali interessate dall'intervento, nonché il dicioccamento della parte radicale per impedirne il ricaccio.
B) ripiantumazione di essenze caratteristiche quali pioppo nero, salice grigio, carpino nero;
C) eliminazione di tutti i fusti secchi delle specie autoctone che possano pregiudicare il rinnovo delle ceppaie;
D) recupero della funzionalità del sistema idraulico attraverso la rimozione degli ostacoli al regolare deflusso delle acque;
E) risanamento di dissesti lungo le pendici sovrastanti le aste fluviali, con l'impiego di piante vive, fascinate, legno e pietre.

L'arboreto
Il Consorzio ha valutato opportuno procedere per la prima volta all'acquisto di una parte boscata posta all'interno dell'area che il Piano del Parco individua come Riserva Naturale, in quanto in essa vi possono essere sviluppati obbiettivi di gestione a carattere prioritario. L'area, di superficie di circa 10.000 mq., è posta nella estremità nord della particella n. 34 del fg.158 del NCT del Comune di Ancona in località Pian di Raggetti, ed ospita un popolamento seminaturale di conifere e latifoglie, il quale per la particolare giacitura del terreno, situato in un impluvio naturale, ha avuto un rigoglio superiore alle piantagioni coeve del Monte Conero, determinando uno sviluppo particolarmente rigoglioso in altezza e diametri degli individui arborei ivi presenti.
Il popolamento è composto di un elevato numero di specie in rapporto ai boschi di analoga origine ed età, infatti vi si trovano riuniti in una superficie di meno di un ettaro: pino d'Aleppo (Pinus halepensis, cedro dell'Atlante (Cedrus atlantica), cedro dell'Himalaya (Cedrus deodora), cipresso comune (Cupressus sempervirens), leccio (Quercus ilex), rovere (Quercus petraea), roverella (Quercus pubescens), ciliegio (Prunus avium), alloro (Laurus nobilis). Nell'area ricadono ben 134 esemplari arborei ritenuti significativi per specie, per dimensioni ragguardevoli o per portamento. Le altezze delle piante costituenti il piano dominante sono variabili da 10 metri a circa 20. L'età stimata di tale parte del bosco è di 60/70 anni.
L'area si presta magnificamente per l'attuazione di un arboreto in sinergia con il costituendo orto botanico dell'Università di Ancona.
 









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